1. 21:58 3rd Nov 2009

    notes: 15

    reblogged from: verita-supposta

    Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e aihnoi zar antidroga de noantri, ne ha detta una. Anzi due. Sulla morte di Stefano Cucchi, brutalmente picchiato a sangue dopo l’arresto per pochi grammi di marijuana, il nostro è riuscito laddove neanche la più sottile parodia dello sfortunato personaggio avrebbe potuto. La morte di Cucchi? Due le cause per Giovanardi: 1. la droga. Se non la consumi, non vieni arrestato, e quindi non muori. Non fa ‘na piega. 2. la mancanza di una legge che impone il testamento biologico stile Opus dei (quello, per intendersi, che obbliga il paziente ad alimentarsi e idratarsi anche contro la sua volontà). Neanche il ministro della giustizia, Angelino Alfano, aveva osato tanto. Si era limitato a riportare la più classica delle giustificazioni, anche detta “la scusa del marito violento”: Cucchi è morto perché caduto per le scale.
    — 

    ADUC - Articolo - Giovanardi supera se stesso: Cucchi morto di testamento biologico

    Possiamo fare a meno dei comici

    (via verita-supposta)

    Questa gente è davvero incredibile, anzi è stomachevole e sarebbe ridicola se non giocasse con la nostra vita, i nostri diritti, con il senso della democrazia e della giustizia. Questi non hanno vergogna, non hanno limiti, non hanno onore.

     
  2. 21:32

    notes: 3

    reblogged from: ilmuseodelmondo

    … Quasi tutti gli esponenti politici (salvo radicali e sinistra estrema, se non sbaglio) sono concordi nel considerare il crocifisso segno di un’identità culturale e tradizione nazionale, oppure simbolo di amore rivolto a tutti ecc.
    Insomma: bandiera oppure segnale.
    Bella roba, dico io: bella roba blasfema, specifico, da cristiano.
    Ma forse sbaglio, da cristiano, a considerarlo unicamente segno di un incontro con una persona e di un’esperienza intima, e insieme segno di un’esperienza comunitaria con i miei fratelli e le mie sorelle.
    Non bandiera, non segnale, in ogni caso.
    — Il sempre ottimo Giacomo, in un commento a questo mio post (via ilmuseodelmondo)
     
  3. 12:07 2nd Nov 2009

    notes: 2

    reblogged from: ilmuseodelmondo

    come si fa a dire che un argomento e’ piu’ o meno valido a seconda dell’umiltà di chi lo propone? […] si puo’ essere arroganti e affermare con arroganza grandi verita’, e si puo’ essere umili e pronunciare con umilta’ le piu’ esagerate sciocchezze. poi si puo’ anche essere falsamente umili […], ma questo sarebbe un altro discorso.
    — f.m., nei commenti a questo mio post (via ilmuseodelmondo)
     
  4. 23:59 1st Nov 2009

    notes: 3

    Ma...

    … se tutti quelli che ora la piangono e la citano si fossero comprati almeno un suo libro quando era viva non sarebbe forse morta meno povera e meno pazza? Quanto mi fanno incazzare i (finti?) riconoscimenti tardivi. (E’ tutto il giorno che me lo chiedo, leggendo coccodrilli e stralci di poesie - quasi mai all’altezza peraltro, io ho comprato i suoi libri perché all’epoca guardavo Maurizio Costanzo e mi faceva venire i sensi di colpa con ‘sta cosa del vitalizio Bacchelli che volevano negarle, ma le sue poesie mi piacevano molto poco - e dovevo dirlo prima di andare a dormire).

     
  5. 23:54

    reblogged from: aleinolanda

    aleinolanda:

    Ma forse vale segnalare il ruolo ormai veramente politico che “Alfonsina la pazza” (conio Dagospia) ha impresso a Chi, manifesto turbo-populista e catalogo devozionale della Real Casa, dove ogni membro della famiglia Berlusconi trova illustratissimo spazio, Piersilvio “primavera al bacio”, la fidanzata Silvia “l’amore è il mio rifugio”, Marina “al lago in famiglia”, Barbara “mamma di nuovo” e così via, fra agiografia e consacrazione, al punto che il Cavaliere se lo porta dietro come un “album di famiglia”, ha scritto Marco Belpoliti, per far vedere il nipotino a Gheddafi. Ma Chi funge anche da astuto “accontentaio” di politici: ecco il pellegrinaggio di Alemanno, la festa della bella portavoce, la difesa della Carfagna e della Gelmini, “due pezzi di ministre”, a parte l’intervista alle varie mogli del centrosinistra, che ci cascano tutte, ultima la signora Bersani. Va da sé che due o tre pagine di buon cuore o di risarcimento non si negano mai alle varie api regine e starlette dei festini presidenziali.

    In uno degli ultimi numeri si è letto un paragone tra le cene di Palazzo Grazioli, con l’Arcuri, Del Noce e Rossella, e i convivi alla corte di Lorenzo il Magnifico allietati da Poliziano, Pico della Mirandola e il giovane Michelangelo.


    Da Noemi al traffico del video hard ecco Signorini “diavolo” di Arcore

     
  6. 01:16

    reblogged from: aleinolanda

    Cui prodest?

    aleinolanda:

    A chi giova, questo florilegio di scandali sessuali che si susseguono? Quando lo scandalo e’ uno, supponiamo il primo, quello di Berlusconi, l’attenzione e’ alta. Quando gli scandali diventano due, tre, quattro, l’attenzione e’ massima. Quando gli scandali si moltiplicano e riempiono i giornali, subentra il disgusto, la rassegnazione, l’oblio. E’ accaduto lo stesso con l’inchiesta Mani Pulite.


    Due postille. Il tg1 di Minzolinchio ha ritrovato il senso della notizia e quello che prima era “volgare gossip”, relativamente a Berlusconi, oggi e’ notizia di rilievo. Che sorpresa.

    Via Gradoli, la via dei trans, e’ una strada a uncino, trasversale alla Cassia, a poca distanza dal grande raccordo anulare. Estrema periferia, dietro quella schiera di casacce intorno all’uncino c’e’ il nulla per chilometri. Piu’ che discreto, posto dimenticato da Dio ma non dai servizi segreti. Ora si dice che via Gradoli fosse frequentata da tutti i politici, calciatori e gente di spettacolo di Roma. E’ la stessa via nella quale il 18 Marzo 1978 alcuni agenti della Polizia si presentarono, avendo ricevuto una soffiata sulla presenza in un appartamento, a due giorni dal sequestro di Aldo Moro, di un covo delle Brigate Rosse. Squillarono, nessuno apri’. Interrogarono i vicini. Quelli dissero che l’appartamento era sospetto. Gli agenti non pensarono di fare irruzione. Ripartirono e nel rapporto scrissero il contrario di quello che i vicini avevano detto: l’occupante dell’appartamento era un tipo tranquillo. Dietro quella porta si nascondeva Mario Moretti, poi condannato a sei ergastoli. Proprio un tipo tranquillo. Curiosa, la coincidenza.

    Blog libre de Bruxelles

     
  7. 22:24 31st Oct 2009

    notes: 1

    reblogged from: steff2410

    Berlusconi - tre mesi e mezzo dopo che Feltri ha saputo tutto, 15 giorni dopo che Signorini e Marina han saputo tutto, 7 giorni dopo che Belpietro ha saputo tutto - si decide finalmente a telefonare a Marrazzo per dirgli di aver visto il video, rassicurarlo che non sarà pubblicato dai giornali del gruppo e suggerirgli di chiamare subito l’agenzia Photomasi per acquistarne i diritti e levarlo dalla circolazione. Di denunciare il reato sottostante, nemmeno a parlarne. Ecco la versione ufficiale del premier, affidata al nuovo libro di Bruno Vespa e subito anticipata alle agenzie di stampa: “Appena ho visto il video, ho allungato la mano sul telefono e ho chiamato il presidente Marrazzo. Gli ho detto che c’erano sul mercato delle immagini in grado di nuocergli, gli ho dato il numero dell’agenzia che aveva offerto il video e lui mi ha cordialmente ringraziato”. Il Cavaliere e i suoi consiglieri devono rendersi ben conto che si tratta di un corpo di reato: infatti sono molto interessati a farlo sparire (cosa che può fare solo Marrazzo). Secondo alcuni, sanno che i carabinieri “buoni” e la Procura di Roma stanno indagando e dunque il tempo stringe. Tanto ormai lo scopo è raggiunto: partita l’inchiesta, il governatore è definitivamente sputtanato e non potrà ricandidarsi alle regionali della primavera prossima. Se si riesce a fare in modo che sia lui stesso a pagare “i killer” e a far sparire le prove, è il delitto perfetto. Lo stesso giorno Signorini chiama la Masi e le preannuncia che le telefonerà Marrazzo (da chi altri può averlo saputo, se non dal premier?). Il governatore puntualmente si fa vivo e tenta di recuperare il videotape in cambio di soldi. Ma proprio l’avvio della trattativa accelera il blitz della Procura di Roma, che non può permettere la distruzione della prova regina del ricatto. Infatti il giorno dopo, i quattro carabinieri deviati e Scarfone vengono interrogati. E l’indomani scattano le manette, con la pubblicazione della notizia che mette fuori gioco Marrazzo proprio alla vigilia delle primarie del Pd e la messa in sicurezza del videotape: il corpo del reato. Che giaceva da due settimane nella cassaforte della Mondadori e, da almeno qualche giorno, in un cassetto di Palazzo Grazioli. Ben custodito dall’Utilizzatore Finale.
     
  8. 22:18 30th Oct 2009

    notes: 3

    reblogged from: ilmuseodelmondo

    E il negazionismo fa male al portafoglio

    ilmuseodelmondo:

    AmEx ha tolto a David Irving la possibilità di accettare carte American Express da chi vuole acquistare la sua paccottiglia negazionista, e con una motivazione inequivocabile: “The materials that he sells on his website are not consistent with the brand policies that we have in our merchant agreement” (in altre parole, non vogliamo essere associati a gente che vende schifezze).

    David Irving nel 2000 citò Deborah Lipstadt per diffamazione davanti a una corte inglese, e perse la causa. Nelle motivazioni della sentenza il giudice lo definì negazionista, antisemita e vicino ad ambienti di estrema destra e neonazisti.

    Auguriamo di tutto cuore a David Irving che tutti gli istituti finanziari seguano l’esempio di American Express, che egli si riduca a vendere i suoi libri porta a porta in cambio di una ciotola di riso, e che riceva come risposta standard sonore raffiche di pedate nel culo.

    [testo integralmente ripreso dal blog Letturalenta]

     
  9. 21:40

    notes: 3

    reblogged from: ilmuseodelmondo

    ilmuseodelmondo:

    t’ho vista in discoteca stasera, tutta concentrata nel tuo pezzo house
    mi sono appropinquato col mio passo felpato, destreggiandomi in quell’orrido caos
    mi sono prodotto in una ardita commistione di balletto tra Prince e James Brown
    il buttafuori ha fatto alzare un coatto e gli ha detto: “Fai sedere quel ragazzo, che è down”

    [Latte e i Suoi Derivati, Tu sparviero della notte]

     La cosa migliore è “la gagliardia genitale” :-)

     
  10. 16:51

    notes: 18

    Un giorno, sei mesi prima - stavamo insieme da due - Anna mi aveva mormorato seria: “Con te non sono felice”; così, senza tanti ricami. Beh, se non sapete come finire una storia d’amore, prendete nota, “Con te non sono felice” è insuperabile. Poi mi aveva baciato, e le erano scese anche due lacrime. Servizio e volèè.
    — da Cera per le sirene, Alberto Ragni, pp. 54-55
     
  11. 16:08 27th Oct 2009

    notes: 6

    In un paese normale l’avrebbero cacciato da ogni carica di governo (anche) solo per queste dichiarazioni.

     
  12. 15:08

    notes: 6

    Aho, levateje er vino!

    “Ogni volta che sento l’enfasi del cronista, raccontare l’ultimo incidente stradale causato da un ubriaco o, peggio ancora, da un drogato al volante mi chiedo:Ma che differenza c’è tra un incidente causato da un ubriaco ed uno causato da uno sano? Quando, in entrambi i casi, ci sono dei morti e delle vittime che differenza fa? Perché contro gli ubriachi e i drogati ci si accanisce di più? Il teorema dominante recita : Loro potevano evitare l’incidente non bevendo o non mettendosi alla guida ubriachi”. E invece gli “altri” , quelli sani che provocano incidenti, no?”

    Questa perla di saggezza (notare la parola sano usata al posto di sobrio o non drogato) è del lucidissimo Vasco Rossi e l’ha consegnata al suo amico giornalista Gian Paolo Serino che la commenta (nei soliti toni pacati) così: “IN ESCLUSIVA per Satisfiction VASCO ROSSI ci regala una “provocazione”: può essere letta superficialmente. Facile accusare, più difficile comprendere una “provocazione”che può apparire “scellerata” ma non lo è. Non è un inno alla vita spericolata”

    Come dare torto a Serino? Ha ragione non è un inno alla vita spericolata: è solo una grandissima stronzata!

     
  13. 14:49

    notes: 19

    reblogged from: uppereastside

    (via uppereastside)
Ecco. Io una cosa così dove me la metto? In tasca? La posso piegare? Dove si prendono gli appunti? Se mi cade per terra scivolandomi dalle mani, poi devo solo pulire via lo sporco o devo ricomprarmelo? E in libreria che ci metto? Mica ce li ho tanti vasi da riempire tutti gli scaffali. E quando avrò un figlio prima di dormire cosa gli farò sfogliare mentre gli racconto una storia?
Il libro non è una romanticheria desueta ormai, o superabile nel tempo. Nessun supporto di lettura, nemmeno il più tecnologico, potrà mai essere più funzionale di un libro - per le sue stesse caratteristiche - e un prodotto tecnologico ha senso solo se ti migliora la vita o l’arricchisce o ti fa progredire in qualche senso o ti fa risparmiare su tutti i fronti. Solo se ha questi presupposti è destinato a vincere e a sostituirsi al supporto precedente, com’è stato per il cd con il vinile: un e-book invece non è per niente migliore o più comodo o più funzionale o più economico (alla lunga) o più pratico di un libro. Il problema dell’editoria sono i brutti libri che non vendono, non la carta su cui sono stampati.

    (via uppereastside)

    Ecco. Io una cosa così dove me la metto? In tasca? La posso piegare? Dove si prendono gli appunti? Se mi cade per terra scivolandomi dalle mani, poi devo solo pulire via lo sporco o devo ricomprarmelo? E in libreria che ci metto? Mica ce li ho tanti vasi da riempire tutti gli scaffali. E quando avrò un figlio prima di dormire cosa gli farò sfogliare mentre gli racconto una storia?

    Il libro non è una romanticheria desueta ormai, o superabile nel tempo. Nessun supporto di lettura, nemmeno il più tecnologico, potrà mai essere più funzionale di un libro - per le sue stesse caratteristiche - e un prodotto tecnologico ha senso solo se ti migliora la vita o l’arricchisce o ti fa progredire in qualche senso o ti fa risparmiare su tutti i fronti. Solo se ha questi presupposti è destinato a vincere e a sostituirsi al supporto precedente, com’è stato per il cd con il vinile: un e-book invece non è per niente migliore o più comodo o più funzionale o più economico (alla lunga) o più pratico di un libro. Il problema dell’editoria sono i brutti libri che non vendono, non la carta su cui sono stampati.

     
  14. 14:36

    notes: 1

    reblogged from: signorponza

    signorponza:

The Japanese Maple everyone loves (via Judy and Paul)

    signorponza:

    The Japanese Maple everyone loves (via Judy and Paul)

     
  15. 08:29

    notes: 7

    reblogged from: out-o-matic

    …i lettori di «Le Monde» spediscono un messaggio di speranza. Indignarsi contro il Potere serve ancora. Perché, scrive uno di loro, «essere eletti dal popolo non dà dei diritti, ma dei doveri».
    — 

    da Gramellini di oggi.

    Certo che i francesi però; avranno pure i loro bei difetti, ma…

    (via out-o-matic)

     
  16. Comments