Fuori è grigio, cupo, uggioso. E’ inquietante vedere gli open space intorno a me vuoti, col ticchettio dei tasti che rimbomba, il telefono che ogni tanto squilla. Ma per fortuna che ci sono gli amici: prima uno di loro, che è un mio collega, mi ha chiamato dicendo che mi pensava qui tutta sola e che gli facevo venire in mente Simonetta Cesaroni, quella del delitto di Via Poma. “Guardati sempre le spalle e quando esci fallo di corsa!”Adesso come faccio ad alzarmi, uscire dalla stanza, percorrere il lungo corridoio e andare in bagno? Aiutatemi!