Ci sono giorni in cui parlare costa veramente una gran fatica. Uno avrebbe voglia di usare gli stessi dieci, quindici vocaboli in qualunque conversazione. Sì, la splendida complessità del mondo, mi rendo conto. Lo scambio delle idee, come no. Una prospettiva diversa sulle cose: eh, non siamo mica animali. Però, delle volte, non c’è niente come il minimo indispensabile. La vita? Breve. Quella ragazza? Gnocca. L’emergenza rom? Ma valà. E dopo ci si va a stendere sull’amaca, in giardino, che è il posto dei saggi.
Volevo citare solo il finale che è bellissimo, ma tutto il pezzetto merita e quindi…